LA TEORIA DELLE ONDE DI ELLIOTT

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SOMMARIO

Nota dell'editore per l'edizione del 20mo anniversario 3
Ringraziamenti 3
Prefazione 11
Nota degli autori 15

Parte I

La Teoria delle Onde di Elliott

17

Capitolo 1

Il concetto generale 19

Capitolo 2

Linee guida sulla formazione delle onde 61

Capitolo 3

Cenno storici e matematici sulla Teoria delle Onde 91

Parte 2

Elliott applicato

55

Capitolo 4

Ratio Analysis e la sequenza di tempo di Fibonacci 125

Capitolo 5

Le one di lungo termine e un aggiornamento composto 147

Capitolo 6

Azioni e Commodity 161

Capitolo 7

Altri approcci al mercato azionario e loro relazioni alla Teoria delle Onde 175

Capitolo 8

Elliott si pronuncia 191
Appendice 205
Glossario 235
Post Scriptum dell'editore 237
Indice analitico 240

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Capitolo 1 IL CONCETTO GENERALE

Nel The Elliott Wave Principle A Critical Appraisal, Hamilton Bolton fece quest’affermazione d’apertura: Poiché siamo passati attraverso alcuni dei più imprevedibili cicli economici, tra cui la depressione, la guerra mondiale, la ricostruzione postbellica e il boom, ho notato quanto bene il Wave Principle di Elliott abbia combaciato con i fatti della vita mentre essi si realizzavano, e ho contemporaneamente maturato la convinzione che questo Principio ha un buon concetto di base. Negli anni 30, Ralph Nelson Elliott scoprì che i prezzi dei mercati azionari realizzano tendenze ed inversioni seguendo formazioni riconoscibili.
Le formazioni che egli riconobbe sono ripetitive nella forma, ma non necessariamente nel tempo e in ampiezza. Elliott isolò tredici di queste formazioni, o “onde”, che ricorrono nei dati dei prezzi di mercato. Egli quindi descrisse come si legano insieme per formare aggregazioni maggiori e, a loro volta, come si legano per formare la stessa formazione al successivo livello più grande, e così via, producendo una progressione strutturata. Egli chiamò questo fenomeno La Teoria delle Onde.
Anche se è il migliore strumento di previsione che esista, la Teoria delle Onde non è sostanzialmente uno strumento di previsione ̧ bensì è una dettagliata descrizione di come si comporta il mercato. Nondimeno, quella descrizione comporta un consistente bagaglio di conoscenze riguardo alla posizione del mercato in riferimento al suo andamento e quindi al suo probabile percorso. Il valore primario del Wave Principle è che esso fornisce un contesto per l’analisi del mercato.
Questa teoria fornisce sia una base per un pensiero disciplinato, sia una prospettiva sull’andamento del mercato. In certi momenti è quasi incredibile la sua accuratezza nell’identificare, ed anche anticipare, i cambiamenti direzionali. Molte aree dell’attività umana di massa seguono la Teoria delle Onde, ma essa è più comunemente applicata ai mercati azionari. Veramente, il mercato azionario evidenzia il comportamento umano più di quanto non appaia all’osservatore casuale e anche a coloro che ricavano da esso il proprio sostentamento. Il livello dei prezzi aggregati delle azioni è la misura diretta e immediata della valutazione comune della capacità produttiva totale dell’uomo. Che questa valutazione abbia una formula è un fatto con implicazioni profonde che alla fine rivoluzionerà le scienze sociali. Questa, tuttavia, è una discussione per un altro momento. La genialità di R.N. Elliott consistette in un processo mentale ottimamente disciplinato, seguito dallo studio dei grafici del Dow Jones Industrial Average e dei suoi predecessori con una tale profondità e precisione che gli permisero di costruire una ragnatela di principi che riflettevano tutte le azioni del mercato a lui note fino alla metà degli anni 40. A quel tempo, con il Dow a 100, Elliott previde un grande bull market per i prossimi numerosi decenni che avrebbe superato tutte le aspettative in un momento in cui la maggior parte degli investitori credeva che fosse impossibile che il Dow superasse il picco del 1929. Come vedremo, previsioni di mercato azionario eccezionali, alcune di precisa accuratezza formulate anni prima, hanno accompagnato la storia dell’applicazione della Teoria di Elliott.
Elliott aveva teorie riguardanti l’origine e il significato delle formazioni che aveva scoperto; le presenteremo e le amplieremo nel capitolo 3. Fino ad allora, è sufficiente dire che le formazioni descritte nei capitoli 1 e 2 hanno resistito alla prova del tempo. Spesso si sentiranno molte e diverse interpretazioni dello stato della Teoria di Elliott sui mercati, specialmente quando gli esperti dell’ultima ora estraggono dal cilindro studi superficiali sugli indici. Tuttavia, la maggior parte delle incertezze può essere evitata utilizzando grafici su scale sia aritmetiche sia logaritmiche e avendo cura di seguire le regole e le linee guida scritte in questo libro. Benvenuti nel mondo di Elliott.



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PRINCIPI BASILARI

Con la Teoria delle Onde, ogni decisione di mercato è allo stesso tempo prodotta da informazioni significative e produce informazioni significative. Ogni transazione, mentre è dapprima un effetto, entrando nel mercato comunica dati sugli scambi agli investitori e si unisce alla catena delle cause del comportamento di altri. Questo loop di retroazione è governato dalla natura sociale dell’uomo e poiché egli ha questa indole, il processo prende forma. Poiché le forme sono ripetitive, esse hanno valore previsionale.
Talvolta il mercato sembra riflettere condizioni ed eventi esterni, mentre in altri momenti esso è completamente staccato rispecchiando ciò che la maggior parte della gente immagina siano condizioni casuali. La ragione è che il mercato ha una sua propria legge. Esso non è alimentato dalla casualità lineare a cui ci si abitua nelle esperienze di vita quotidiana. Il percorso dei prezzi non è un prodotto delle notizie. Né il mercato è quella macchina ciclicamente ritmica che alcuni dichiarano che sia. I suoi movimenti riflettono una ripetizione di forme che è indipendente sia da presunti eventi casuali sia dalla periodicità.
La progressione del mercato si sviluppa in onde. Le onde sono formazioni di movimento direzionale. Più specificatamente, un’onda è una qualsiasi delle formazioni che avvengono naturalmente, come descritto nel resto di questo capitolo.

Il pattern a Cinque Onde

Nei mercati, la progressione alla fin fine prende la forma di cinque onde di una specifica struttura. Tre di queste onde, che sono etichettate 1, 3 e 5, effettuano realmente il movimento direzionale. Esse sono separate da due inversioni di trend, che sono etichettate 2 e 4, come mostrato in figura 1-1. Sembra che le due inversioni siano un prerequisito affinché avvenga il movimento direzionale generale. Elliott notò tre aspetti coerenti nella forma a cinque onde. Essi sono: l’onda 2 non procede mai oltre il punto di partenza dell’onda 1; l’onda 3 non è mai l’onda più corta; l’onda 4 non entra mai nel territorio dei prezzi dell’onda 1.
R.N. Elliott non disse specificatamente che c’è solo una forma predominante, la formazione “a cinque onde”, ma questa è senza dubbio l’aspetto fondamentale. In ogni momento, il mercato può essere individuato in qualche punto della formazione di base a cinque onde, perlomeno a livello di trend. Poiché la formazione a cinque onde è la forma principale dell’andamento del mercato, tutte le altre formazioni sono incluse in essa.

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Tipologia delle Onde

Ci sono due modi di sviluppo delle onde: propulsivo e correttivo. Le onde propulsive hanno una struttura a cinque onde, mentre le onde correttive hanno una struttura a tre onde, o una variazione delle stesse. Il modo propulsivo è impiegato sia dalla formazione a cinque onde di figura 1-1, sia dai suoi componenti nella stessa direzione, es. onde 1, 3 e 5. Le loro strutture sono chiamate “propulsive” perché esse spingono il mercato con potenza. Il modo correttivo è impiegato da tutte le interruzioni controtrend, che includono le onde 2 e 4 in figura 1-1. Le loro strutture sono chiamate “correttive”, ognuna sembra essere la risposta alla precedente onda propulsiva anche se effettua un ritracciamento parziale, o “correzione”, del progresso fino ad allora ottenuto. Quindi i due modi sono fondamentalmente diversi, sia nei ruoli sia nella costruzione, come sarà dettagliato in questo capitolo.

Il ciclo completo

Un ciclo completo consistente in otto onde, quindi, è costituito di due fasi distinte, la fase propulsiva a cinque onde (spesso chiamata un “cinque”), le cui subonde sono etichettate con numeri, e la fase correttiva a tre onde (anche chiamata un “tre”), le cui subonde sono etichettate da lettere. Proprio come l’onda 2 corregge l’onda 1 nella figura 1-1, la sequenza A, B, C, corregge la sequenza 1, 2, 3, 4, e 5 nella figura 1-2.

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Costruzione composta

Quando un ciclo iniziale a otto onde, come quello mostrato nella figura 1-2 finisce, inizia un ciclo simile, che è seguito da un altro movimento a cinque onde. Questo intero sviluppo produce una formazione a cinque onde di un grado (es. dimensione relativa) superiore delle onde di cui è composto. Il risultato è mostrato nella figura 1-3 fino al picco etichettato (5). Questa formazione a cinque onde di grado superiore è quindi corretto da una configurazione a tre onde dello stesso grado, completando un ciclo completo di grado maggiore, mostrato nella figura 1-3. Come illustra la figura 1-3, ogni componente nella stessa direzione di un’onda propulsiva (es.onda 1, 3 e 5) e ogni componente del ciclo intero (es. onde 1+2, oppure onde 3+4) di un ciclo completo, è una versione inferiore dello stesso. È necessario capire un punto cruciale: la figura 1-3 non solo illustra una versione superiore della figura 1-2, ma illustra anche la figura 1-2 stessa in maggiore dettaglio. In figura 1-2, ogni subonda 1, 3 e 5 è un’onda propulsiva che deve essere suddivisa in un “cinque”, e ogni subonda 2 e 4 è un’onda correttiva che deve essere suddivisa in un “tre”.

Le onde (1) e (2) nella figura 1-3, se esaminate sotto al “microscopio”, prenderebbero la stessa forma dell’onda 􏰀 e 􏰁. A prescindere dal grado, la forma è costante. Possiamo utilizzare la figura 1-3 per illustrare due onde, otto onde o trentaquattro onde, in funzione del grado cui ci stiamo riferendo.

L’aspetto fondamentale

Si osservi ora che nell’ambito della formazione correttiva illustrata come onda 2 in figura 1-3, le onde (A) e (C), che puntano al basso, sono ognuna composta da cinque onde: 1, 2, 3, 4 e 5. Analogamente, l’onda (B), che punta verso l’alto, è composta da tre onde: A, B e C. Questa costruzione rivela un punto cruciale: onde propulsive non sempre puntano verso l’alto e onde correttive non sempre puntano verso il basso. Il modo di un’onda è determinato non dalla sua direzione assoluta, ma principalmente dalla sua direzione relativa. A parte quattro eccezioni specifiche, che saranno discusse più avanti in questo capitolo, le onde si dividono in propulsive (cinque onde) quando avanzano nella stessa direzione dell’onda di grado immediatamente superiore di cui fa parte, e in correttive (tre onde oppure una sua variazione) quando avanzano nella direzione opposta. Le onde (A) e (C) sono propulsive, avanzando nella stessa direzione dell’onda 2. L’onda (B) è correttiva perché essa corregge l’onda (A) ed è controtrend all’onda 2.
In riepilogo, la tendenza sottostante essenziale della Teoria delle Onde è che l’azione nella stessa direzione del trend di ordine immedia- tamente superiore si sviluppa in cinque onde, mentre la reazione contro il trend di ordine immediatamente superiore si sviluppa in tre onde, a qual- siasi grado di trend. I fenomeni di forma, grado e direzione relativa sono portati a un passo ulteriore nella figura 1-4. Questa illustrazione riflette il principio generale che in ogni ciclo di mercato, le onde si suddividono come mo- strato nella tabella qui sotto.

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